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	<title>Il Blog di Luca Mengoni &#187; antonio sortino</title>
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		<title>Articolo di Famiglia Cristiana su Berlusconi 23 Giugno 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 17:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#171;Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carit&#224; cristiana, ma &#232; evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere&#187;. Cos&#236; comincia l&#8217;intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="IT"></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em><img align="left" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/06/23/sciorti--180x140.jpg" alt="" />&laquo;Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La     Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carit&agrave; cristiana, ma &egrave; evidente     che i vescovi hanno una precisa morale da difendere&raquo;. Cos&igrave; comincia l&rsquo;intervista     a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa     domenica 21 giugno sul </em>Corriere della Sera<em>, a proposito delle vicende     che hanno investito una delle pi&ugrave; alte cariche istituzionali del Paese.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Il suo disagio e quello di altri vescovi hanno fatto eco all&rsquo;editoriale     di </em>Avvenire,<em> in cui si chiedeva al presidente del Consiglio &laquo;un     chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi pi&ugrave;     pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una     parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier&raquo;.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, ha aggiunto: &laquo;Tra il     livello pubblico, di governo, e quello privato e inviolabile, di coscienza,     c&rsquo;&egrave; un terzo piano: quello dell&rsquo;immagine. I comportamenti di chi     governa possono determinare maggiore credibilit&agrave; oppure una     delegittimazione, parziale o totale. Certi comportamenti possono incrinare     la fiducia fino a una delegittimazione di fatto&raquo;.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Chi ha l&rsquo;onore e l&rsquo;onere di servire il Paese (senza servirsene), per     di pi&ugrave; con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della     Repubblica, &egrave; doveroso che si dedichi a questo importante compito senza     &quot;distrazioni&quot;, che un capo di Governo non pu&ograve; permettersi. L&rsquo;alta     responsabilit&agrave; comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati     alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al     &quot;bene comune&quot; dei cittadini.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>A maggior ragione oggi, che il Paese &egrave; alle prese con una delle pi&ugrave;     gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con     moltissime famiglie sulla soglia della povert&agrave;, lavoratori senza pi&ugrave;     occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio     si d&agrave; alle giovani generazioni con comportamenti &quot;gaudenti e     libertini&quot;, o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del     potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e     strade poco limpide?</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Oggi il Paese pi&ugrave; che di polveroni e distrazioni, necessita di maggiore     sobriet&agrave;, coerenza e rispetto delle regole. E, soprattutto, chiarezza. Non     solo a parole, ma concretamente, con i fatti. A poco servono imbarazzanti e     deboli difese d&rsquo;ufficio dei vari &quot;corifei&quot;, &quot;caudatari&quot;     o &quot;maschere salmodianti&quot; (come li ha definiti qualcuno), che ci     propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell&rsquo;indifendibile.     Onel tentativo &quot;autolesionista&quot; di minimizzare tutto, spostando la     mira su altri bersagli. Ancora peggio, poi, quando &quot;la pezza &egrave; pi&ugrave;     grande dello sbrego&quot; come si dice, e si definisce il presidente del     Consiglio &laquo;l&rsquo;utilizzatore finale&raquo; di un giro di prestazioni a pagamento     (ammesso che sia vero), e si considerano le donne &quot;merce&quot;, di cui &laquo;si     potrebbe averne quantitativi gratis&raquo;. Naturalmente.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del &quot;buon     governo&quot; per giustificare qualsiasi comportamento, perch&eacute; con Dio non     &egrave; possibile stabilire un &quot;lodo&quot;, tanto meno chiedergli l&rsquo;&quot;immunit&agrave;     morale&quot;. La morale &egrave; uguale per tutti: pi&ugrave; alta &egrave; la     responsabilit&agrave;, pi&ugrave; si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza,     che &egrave; ancora una virt&ugrave;, e d&agrave; credibilit&agrave; alle persone e alle loro     azioni.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Sull&rsquo;operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi     silenzi &quot;pesanti&quot;, anche all&rsquo;interno della stessa maggioranza.     La Chiesa, per&ograve;, non pu&ograve; abdicare alla sua missione e ignorare l&rsquo;emergenza     morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con     promesse o ricattarla con minacce perch&eacute; non intervenga e taccia. I     cristiani (come dismostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati     e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell&rsquo;Italia, attendono     dalla Chiesa una valutazione etica meno &quot;disincantata&quot;. Non si     pu&ograve; far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce     sempre pi&ugrave; ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Il problema dell&rsquo;esempio personale &egrave; inscindibile per chiunque accetta     una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle     regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle     dimissioni. Perch&eacute; tanta diversit&agrave; in Italia? L&rsquo;autorit&agrave; senza     esemplarit&agrave; di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. &Egrave;     pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere,     anche con un ampio consenso di popolo, non pu&ograve; pretendere una &quot;zona     franca&quot; dall&rsquo;etica. N&eacute; pensare di barattare la morale con promesse     di leggi favorevoli alla Chiesa: &egrave; il classico &quot;piatto di     lenticchie&quot;, da respingere al mittente.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l&rsquo;ha     indicato come modello di moralit&agrave; per i governanti: &laquo;Il ricordo della sua     esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di     incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell&rsquo;Italia,     specialmente per quanti si ispirano al Vangelo&raquo;. &laquo;De Gasperi&raquo;, ha     aggiunto il Papa, &laquo;&egrave; stato autonomo e responsabile nelle sue scelte     politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai     scendere a compromessi con la sua retta coscienza&raquo;.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>In una nota pubblicata dal Sir (Servizio informazione religiosa, cio&egrave; l&rsquo;agenzia     di notizie dei vescovi) del 26 maggio scorso, Riccardo Moro afferma che le     vicende personali del premier offrono &laquo;un contributo sgradevole al sereno     sviluppo dei rapporti democratici&raquo;. E al premier che assicura di     &quot;chiarire in futuro&quot; i dubbi sollevati dalla stampa nazionale ed     estera, chiede: &laquo;Ma se nulla di quanto &egrave; ignoto &egrave; riprovevole, perch&eacute;     rinviare? Se non vi &egrave; nulla da nascondere, alimentare i misteri rinviando     spiegazioni, rivela una considerazione della stampa e dell&rsquo;opinione     pubblica particolarmente irriguardosa&raquo;. E aggiunge: &laquo;La libera stampa     indipendente &egrave; uno dei fondamenti della democrazia per il controllo sull&rsquo;azione     del Governo e per veicolare informazione e dialogo democratico tra i     cittadini, non un disturbo nell&rsquo;azione democratica&raquo;.</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>    </em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Di fronte all&rsquo;Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico     sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro,     immigrati, riforme&#8230;) sono passati in secondo ordine. C&rsquo;&egrave; da augurarsi,     quanto prima, che da una &quot;politica da camera da letto&quot; si passi     alla vera politica delle &quot;camere del Parlamento&quot;, restituite alla     loro dignit&agrave; e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le     istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c&rsquo;&egrave; un limite. Quel     limite di decenza &egrave; stato superato. Qualcuno ne tragga le debite     conseguenze.&quot;</em></font></p>
<p><font face="Arial" size="2"><em>Don Antonio Sciortino<br />
</em></font></p>
<p></span></p>
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